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Museo e Boutique aperto

Borse – icone & investimento

Storia di un accessorio intramontabile

19 ottobre 2019 – 5 aprile 2020

L’accessorio più amato dalle donne può essere piccolo o grande, morbido o rigido, munito di manici o portato a tracolla. Decorato con sfavillanti catenelle d’oro o di sobria eleganza – la borsa.

Ma non sempre la borsa era appannaggio delle donne. Un tempo, sacche e borse erano portate da donne e uomini. La fattura di quei modelli era votata alla praticità, come la borsa portata alla cintura o la tasca legata alla vita e portata sotto un’ampia veste.
Nel corso della storia della moda, la borsa per entrambi i sessi si è lentamente trasformata in borsetta per sola signora. Con la diffusione delle strette robe en chemise in vaporosa mussola, non restava altra scelta che portare la borsetta a mano o al braccio.
Dovette passare ancora un po’ di tempo per l’introduzione, nel 1875, della borsa con manici. Da allora, le signore si abituarono a portare sempre con sé una borsa tenuta per i manici.
Il XX secolo è stato il periodo del grande boom della borsa. Le borsette divennero oggetto di culto assoluto fino a trasformarsi in icone, come la mitica Kelly bag. Alcuni grandi stilisti designer di borsette come Louis Vuitton, Hermès, Gucci o Prada provenivano dalla pelletteria e avevano realizzato in origine bagagli di lusso.
La considerazione della borsa come simbolo di femminilità e oggetto del desiderio femminile ha molto a che vedere con la messa in scena della moda.
Ma in tutte queste metamorfosi storiche una cosa è rimasta sempre uguale: la borsetta è un oggetto del tutto personale. È il contenitore in cui possiamo custodire e portare con noi quanto ci occorre.
Questa esposizione con i suoi circa 400 oggetti in mostra permette di farsi un’idea dell’evoluzione della borsa in stoffa, gobelin, perle e cuoio dal 1550 a oggi. Questo viaggio nel tempo si conclude con le esclusive e stravaganti borsette da passerella di stilisti e artisti contemporanei, tra cui creazioni della stilista di tendenza Úna Burke, oggetti trasognati di Stasha Chimbur o le lussuose borse di Ming Ray di Londra. Completano la panoramica opere d’arte sul tema e borsette d’artista come il lavoro in alabastro di Barbara Ségal o l’opera dell’artista concettuale olandese Ted Noten, entrambi pezzi unici.
In collaborazione con Liza Snook del Virtual Shoe Museum dell’Aia, si possono ammirare a Basilea opere di oltre 40 famosi designer e artisti provenienti da 14 paesi, oltre a prestiti di collezionisti privati, gallerie e due musei olandesi. Tra queste alcune squisite borse del Tassenmuseum Amsterdam.
In breve, l’esposizione è il paradiso in terra per cultrici e cultori della borsetta, in esclusiva a Basilea.

La preistoria di un accessorio
Le donne sono da sempre raccoglitrici, motivo per cui è facile immaginarsi che già le nostre antenate neandertaliane si ponevano la domanda: come faccio a portare tutte queste bacche alla caverna? E così, nacque la borsa.
Le prime borse utilizzate per il trasporto di alimenti e delle selci erano presumibilmente confezionate con pelli e legate a un bastone. Nel corso del tempo, vennero adottate cinture che permettevano di portare le borse ai fianchi. Ciò aveva il vantaggio di lasciare libere le mani. Questa forma di borsa a tasca era portata dagli abitanti dell’antica Roma e in seguito fino alle crociate sia da uomini sia da donne. Dal XIII secolo si iniziò a dotare le borse di telai di metallo onde conferire loro maggiore stabilità e ampliarne la capienza. Questa modalità di fattura si mantenne fin verso il XV secolo e solo le decorazioni della cintura e il contenuto permettevano di distinguere se la borsa apparteneva a un uomo o a una donna.
Nel XV secolo si diffusero borse più graziose sotto forma di elemosiniere, testimonianza di ricchezza e benessere. Spesso queste borse erano decorate con perle e corde e venivano legate alla cintura con una catena. Le grandi sacche grezze, impiegate prevalentemente dai contadini, denotavano invece un duro lavoro.
Nel XVI e XVII secolo comparvero borse a sacchetto che però venivano portate meno frequentemente. Più diffuse erano una o due tasche nascoste sotto le ampie gonne. Una fenditura nelle gonne e sottane ne permetteva l’accesso. Questo tipo di borse, talvolta applicate alla sottana, rimasero in auge a lungo e nei costumi tradizionali si trovano ancora oggi.
Nel frattempo, per gli uomini invalse l’abitudine di dotare i vestiti di tasche, talché a loro le borse non occorrevano più. La donna così si affermò definitivamente come portatrice di borse.

La borsa passa al braccio
Le borse sono uno specchio dei tempi e veicolano informazioni sui materiali e le forme, la moda, gli usi e i costumi. Testimoniano tanto il progresso dell’emancipazione, le tendenze storico-artistiche e le trasformazioni nelle tecniche decorative quanto gli sviluppi economici e tecnici. Dalla pratica borsa clic clac all’elegante zainetto, dalla ridicola alla tracolla: ogni modello racconta una storia di vita quotidiana.
Verso la fine del XVIII secolo, con lo stile Impero, gli abiti femminili divennero più leggeri, talché venne meno la possibilità di celare la borsa sotto il vestito. Di conseguenza, le donne portavano la nuova borsetta, la reticule, al braccio. Questa evoluzione della sacca di stoffa, lavorata più finemente, decorata e provvista di un laccio o un manico, poteva essere tenuta in mano. Inizialmente, la stampa dileggiò la ridicola. Ma già attorno al 1805, quando le donne indossavano il busto come un vestito, era assurta ad accessorio indispensabile senza il quale la donna non usciva. Il borsello veniva utilizzato alla fine del XVIII secolo dalle dame dell’alta società per tenervi piccoli oggetti di uso quotidiano che volevano avere sempre con sé, come il fazzoletto, i sali, la cipria e simili. In un primo tempo, la forma rimase la stessa, ma ben presto comparvero fantasiose variazioni come modelli a maglia a forma di ananas o sacchetti artisticamente ricamati. Nella mostra si possono ammirare alcuni interessanti esemplari dell’epoca.
Verso la fine del XIX secolo, questa borsa comparve nella letteratura anche come borsa Pompadour. Nonostante il riferimento a Madame de Pompadour è assai improbabile che la celebre favorita del re Luigi XV abbia mai usato personalmente un tale accessorio se non eventualmente nella sua forma originale di borsa di lavoro. Ai tempi di Madame de Pompadour, infatti, come abbiamo menzionato sopra, i nécessaire venivano ancora portati in tasche sotto la gonna. A tutte le borse Pompadour è comune la forma a sacchetto e la chiusura sul bordo superiore mediante un cordoncino che fungeva allo stesso tempo da laccio al polso. La Pompadour è attualmente ancora portata con abiti da sera e da sposa, ossia quando non sono desiderate tasche inserite nell’abito.
Nel 1846 venne inventato il telaio di metallo in virtù del quale da allora in poi le borsette si distinsero nettamente dalle precedenti borse a sacchetto acquisendo un maggior significato in termini di praticità e di moda. Alcuni rappresentanti di questa transizione sono esposti nella mostra. In seguito alla crescente domanda di robuste borse con manici adatte ai viaggi furono prodotte le prime borse a mano in pelle. Assomigliavano più a piccole valigie ed erano dotate per la prima volta di chiusura a scatto.
In seguito all’espansione della rete ferroviaria, a metà del XIX secolo le persone benestanti presero a viaggiare più frequentemente. A tal fine, necessitavano di bagagli robusti. Spesso le borse realizzate in cuoio erano dotate di una serratura che rese ancora più misterioso il contenuto della borsa della donna per l’uomo. Verso la fine del secolo assunse una crescente importanza la decorazione delle borse, ad esempio mediante perle o anelli metallici. Anche la protezione del marchio divenne un aspetto importante. Nel 1896, presso Louis Vuitton il logo veniva dipinto a mano sulla valigia per evitare contraffazioni. In fin dei conti le borse da viaggio avevano un’eccellente fama che andava difesa.

Le borse nel XX secolo
L’evoluzione della borsetta nel XX secolo rispecchia la moda nel suo insieme. I mutamenti del ruolo della donna nella società hanno ridefinito la funzione, la dimensione e la forma della borsetta. Passò così da essere una piccola borsa con cordoncino senza alcuna effettiva utilità pratica ma con funzione unicamente decorativa a una capiente e robusta borsa per la donna indipendente che celava chiavi, trucchi e altri oggetti del moderno stile di vita.
Dopo la Prima guerra mondiale la pelle scarseggiava ed era costosa, talché anche le più note case di moda tentarono di sostituirla con stoffe di cotone. Contemporaneamente, negli anni 1920 si diffusero i materiali sintetici. La chiusura lampo, ripresa dalle sacche di trasporto dell’esercito canadese, divenne presentabile nel 1923. Un trionfo della moda furono le borse a busta, di foggia minimalista, dette pochettes, che, come i modelli del XVIII e XIX secolo, avevano una patta simile al lembo di chiusura delle buste. Erano inoltre in auge le tradizionali borse con la forma determinata dall’intelaiatura. Da non dimenticare le borsette da ballo dall’aspetto esotico e le borse a rete realizzate con maglia di metallo e talvolta decorate in basso con frange. Le borsette in maglia ad anelli esistevano già agli inizi del XVIII secolo, ma rimasero una rarità a causa del dispendioso lavoro manuale che implicavano e divennero alla portata di tutti solo con l’introduzione della prima macchina per la produzione di maglia metallica nel 1908.
Gli uomini che fino a quel momento dovevano spesso riempirsi le tasche delle giacche e dei pantaloni con le cose delle loro donne furono esonerati dall’incombenza al più tardi nel 1938, quando Elsa Schiaparelli lanciò sul mercato la Lantern Handbag, che non solo offriva tutto lo spazio occorrente per sigarette, trucco, soldi e chiavi ma era perfino dotata di luce elettrica. Ecco un altro passo nella direzione dell’emancipazione della donna.
Negli anni 1920 la moda delle borsette era caratterizzata da cerniere elaborate e dagli inconfondibili ornamenti dello stile floreale e dell’Art déco.
Nel corso degli anni 1930 il design delle borse conobbe un nuovo mutamento e le forme geometriche e i motivi art déco lasciarono il posto a creazioni più leziose, in parte sfarzose e artisticamente ricercate. Le decorazioni comprendevano per esempio applicazioni di seta e ricami artistici di velluto e ciniglia. Anche le chiusure e le cerniere divennero più elaborate ed esotiche. A causa del calante potere d’acquisto della popolazione i produttori ricorsero sempre più frequentemente a materiali sintetici come la celluloide e la bachelite. Le borse sottobraccio rimanevano uno dei modelli preferiti mentre l’ultimo grido della moda erano le borsette da sera con motivi anticheggianti in toni cromatici tenui. Alla fine degli anni 1930 le borse diventarono più grandi e le tracolle più lunghe.
Durante la Seconda guerra mondiale, le borsette erano beni di lusso proibitivi. Alla moda di ispirazione militare con gonne strette, alle giacche formate in vita e ai capelli lunghi fino alle spalle si abbinavano bene capienti borse a spalla che potevano accogliere anche la maschera antigas e le marchette alimentari. Nelle riviste si trovavano le istruzioni per confezionare borse con scampoli di stoffa. Nel dopoguerra, le donne sognavano di uscire dall’austerità e dalle ristrettezze. Molti beni rimanevano comunque razionati ed era difficile reperire cuoio e metalli. Solo verso la fine degli anni 1940 la moda iniziò lentamente a riprendersi dagli effetti della guerra. Nel 1947, con il New Look, lo stilista francese Christian Dior inaugurò una nuova era. Le gonne di stravagante lunghezza, i bustini fascianti, i tacchi alti e i cappelli femminili facevano il paio con borsette sottili, snelle e piccole. Fin verso gli anni 1950, le borsette rimasero esosi oggetti di lusso. Da allora in poi, però, il mercato fu sommerso da modelli di un’economica produzione di massa. Spesso si trattava di borsette di plastica lavabili di poco prezzo. Parallelamente, nel segmento di lusso, tornarono in auge le borse di coccodrillo.
Dagli anni 1950 giunsero dagli Stati Uniti materiali moderni come il nylon, il PVC resistente all’acqua o la similpelle. Per i manici e le chiusure si utilizzava spesso plastica dura, ma anche le combinazioni di plastica e metallo, carte stampate o rivestite e stoffe sintetiche di ogni tipo erano frequenti. Le nuove tendenze della moda con le minigonne e i tailleur pantalone richiedevano un nuovo stile anche nel campo delle borse. Piccole borse compatte penzolanti da lunghe tracolle erano particolarmente in auge. In questo decennio, il profilo delle borsette appariva piuttosto squadrato. La moda era caratterizzata da borsette intelaiate rastremanti con fondo largo e da disparati contenitori squadrati o scatoliformi con manici, cerniere o lacci. Un’altra risposta alla penuria di cuoio erano le capienti ceste intrecciate di paglia o bambù dalla soleggiata Italia che fecero furore anche in America. Le borsette per la donna elegante tornarono di nuovo piccole e graziose; erano in voga le Pompadour con laccio e le borsette sottobraccio nonché le borsette a busta per la sera.
Alla fine del 1970 tornarono prepotentemente di moda la nostalgia e un trasognato romanticismo. Inoltre, faceva capolino il folclore e il country-look. Ora l’abbigliamento urbano comprendeva anche zaini scolastici, borse da pesca e robuste borse a tracolla con rinforzi metallici.
Negli anni 1970 e 1980, accanto alle manifatture, sempre più grandi case di moda e stilisti iniziarono a produrre proprie, mitiche collezioni di borse. Yves Saint Laurent, Gianni Versace, Alexander McQueen, Gucci, Hermès, Fendi e Miu Miu sono nomi noti a qualunque donna innamorata delle borsette. Nonostante la voglia di novità, diversi modelli datati seppero imporsi come classici. La varietà delle forme non aveva più limiti – da grandi e squadrate a piccole e leziose: la moda del XX secolo offriva ormai una borsetta adatta a ogni gusto e stile. Una copiosità inedita rendeva l’acquisto della borsetta un evento speciale. Oggigiorno sono poche le donne che si accontentano di un’unica borsetta.
I cambiamenti nella vita delle donne degli ultimi decenni avevano modificato naturalmente anche le esigenze in fatto di borse. I nuovi materiali come le fibre di nylon o il cuoio resistente all’acqua nonché attacchi raffinati per i manici, le cerniere e le chiusure consentivano un uso quotidiano e un’elevata sollecitazione delle borse. Anche il loro contenuto conobbe un radicale cambiamento. Ora le donne portavano con sé cellulari, tablet o portatili che a loro volta influenzavano il design.

La borsetta come oggetto di culto
Nel XIX secolo ebbe inizio quel processo che rese la borsetta uno status symbol e che toccò l’apice nel XX secolo. Dagli anni 1950, ogni decennio ebbe la sua borsetta di culto, a partire dalla Haut à Courroies di Hermès, meglio conosciuta dal 1956 come Kelly bag. Negli anni 1960 il testimone fu raccolto dalle borse a spalla guarnite di paillette di metallo di Paco Rabanne. A far vacillare il trono si affacciarono negli anni 1970 le borse di Gucci o Fendi con il vistoso logo della casa e i monogrammi. Negli anni 1980, il funzionale zainetto Prada dovette dividere lo status di culto con le mondane borse Chanel. A differenza dei secoli passati, in cui la moda delle borse si sviluppava molto più lentamente e si poteva portare per anni lo stesso modello, oggi la borsa è assurta ad accessorio di moda che cambia a ritmo stagionale, soggetto ai dettami dei marchi di moda. Dagli anni 1990, gran parte delle entrate delle grandi griffe proviene ormai da borse, scarpe, profumi e occhiali, che sono anche importanti strumenti di rafforzamento del marchio. Questi accessori divennero accessibili anche al grande pubblico. Dalla seconda metà degli anni 1990, pressoché ogni anno ebbe la sua borsetta di culto. Nel 1996 fu il turno delle borse multiuso di Kate Spade, nel 1998 toccò alla Baguette di Fendi e nel 1999 era irrinunciabile la Prada Bowling Bag. La borsa di culto del 2000 fu Etui Graffiti di Louis Vuitton, mentre nel 2001 il titolo fu conteso tra la Birkin bag di Hermès e il modello Trailer di John Galliano per Dior.

Amata dalle donne, creata da stilisti
Nel XXI secolo, la creatività non ha più limiti. Le nuove creazioni di borsette presentano soluzioni di design sempre più eccentriche e materiali più stravaganti. Alcune di queste borse design di tendenza di oltre 60 artisti di 19 Paesi possono essere ammirate nell’esposizione.
Oggi un ampio assortimento di borsette è una cosa ovvia. I colori, le forme e i materiali consentono, portando una data borsetta, di esprimere un proprio stile e sottolineare la propria personalità. Oggi si trova una borsetta per ogni ambiente e ogni evento.
Nonostante tutti questi mutamenti storici, una cosa è rimasta invariata: per entrambi i sessi, la borsa è un oggetto molto personale. È il contenitore in cui custodiamo e portiamo con noi ciò che deve stare con noi. Difficile comunque formulare previsioni. La moda è in continua trasformazione e nulla è impossibile. Non è da escludere che l’uomo riscopra la borsetta ricamata.

La borsa come oggetto d’arte
Ormai da tempo la borsa ha incontrato l’arte. Sono frequenti le cooperazioni di grandi case di moda con artisti rinomati, come per esempio tra l’artista americano Jeff Koons e Louis Vuitton o tra la maison Longchamp e l’artista inglese Sarah Morris. Nell’esposizione si possono ammirare anche borse che vanno considerate pure opere d’arte, come la borsa Chanel bianca in alabastro di Barbara Ségal o l’opera dell’artista concettuale olandese Ted Noten Grandma’s Bag Revisited del 2009. In questa borsa acrilica la parte superiore creata da Louis Vuitton è funzionale. Entrambe le opere sono pezzi unici. Le opere degli artisti si trovano in musei e rinomate gallerie in tutto il mondo.

Le ultimative e intramontabili it bag
Tutte le case di moda sperano in ogni stagione di poter presentare la nuova it bag: la borsa ultimativa indossata da una famosa attrice, una popstar o una celebre modella che diventi l’oggetto del desiderio di ogni donna. Alcune di queste borse sono dei classici, come le ambite Kelly bag e la Birkin bag, entrambe di Hermès, o la borsa Lady Dior della casa di moda Dior.
La Kelly bag deve il suo nome e la sua crescente fama al fatto che Grace Kelly, celebre star di Hollywood e in seguito principessa di Monaco, si mostrava spesso in pubblico con la borsa, anche il giorno del suo fidanzamento con il principe Ranieri nel 1955. La Kelly bag è prodotta tuttora in numerose varianti. È considerata uno dei modelli di borsetta da donna più conosciuti in assoluto ed esprime classe e buon gusto sfoggiati con discrezione. La Birkin bag è una borsetta da donna confezionata a mano dal 1984 del marchio di moda di lusso Hermès, e deve il suo nome all’attrice Jane Birkin. I due modelli non sono solo classici del design di moda spesso imitati e frequentemente contraffatti, ma anche uno status symbol in virtù del prezzo elevato e del numero limitato di esemplari prodotti. Contrariamente al destino di quelle it bag che dopo breve tempo passano di moda, dopo decenni le Birkin bag e le Kelly bag sono ancora desiderate e altamente quotate sul mercato, tant’è vero che sono ormai considerate un investimento.
La Chanel 2.55 è prodotta dalla casa di moda Chanel dal 1955 e in parte modificata è ottenibile ancora oggi. Pare che Coco Chanel progettasse una pratica borsa indossabile a spalla o a tracolla fin dagli anni 1920. Nondimeno, la 2.55 giunse sul mercato solo nel febbraio del 1955, data alla quale fa riferimento il suo nome. Fino ad allora le borsette da donna eleganti erano dotate di regola di un corto manico ed erano portate a mano o all’avambraccio. Le borse con tracolle venivano usate per scopi pratici e solitamente da uomini, ad esempio soldati. Dotare una borsetta da donna di tracolla permetteva alla sua moderna indossatrice di avere le mani libere e riduceva il rischio di dimenticare la borsetta visto che non doveva costantemente appoggiarla e riprenderla. Pertanto, quando la 2.55 venne presentata nel 1955, fece sensazione. Mentre in origine lo scopo della borsa era la funzionalità, oggi la Chanel2.55 è assurta a simbolo di un oggetto di lusso che non viene acquistato per le sue virtù pratiche ma come prezioso accessorio con cui ornarsi. Nella mostra sono esposti alcuni esemplari di queste tre icone di borse in diverse esecuzioni.

Forme, materiali e uso come nome
Esistono borse di cuoio, metallo, lino, velluto e seta, occasionalmente sontuosamente decorate con fili d’oro e d’argento, perle, applicazioni e nastri. Talvolta è proprio il materiale a conferire il nome alla borsa, come nel caso delle borse di acetato, cuoio, feltro o paglia. Ma il nome può derivare anche dalla forma e dall’aspetto, come nel caso della borsa a trapezio, della retro bag, della borsa a manico o della borsa a sacchetto. Le borse possono altresì essere denominate in base all’uso, come la shopper, lo zaino, la borsetta da sera, la tracolla o il marsupio, attualmente in voga. Anche le marche di lusso hanno nel frattempo scoperto il fascino dello zaino. L’esposizione propone una panoramica dell’incredibile varietà del mondo delle borse.

I prestatori dell’esposizione speciale

Questa esclusiva esposizione speciale dedicata alla storia culturale della borsa è stata possibile solo grazie ai prestiti di privati della regione, tra cui la signora Daniela Spillmann, nonché organizzazioni e musei in Inghilterra e nei Paesi Bassi. Assieme alla collezione residente si possono ammirare oltre 300 borse dal 1550 a oggi. Nel seguito alcune informazioni sui musei prestatori.
Hampshire Cultural Trust, Inghilterra
Lo Hampshire Cultural Trust, Hampshire County Council Collections, custodisce oltre 2,5 milioni di oggetti storici, da macchine a vapore funzionanti fino a fragili manufatti antichi. Le collezioni raccontano le storie degli abitanti dello Hampshire dai passati millenni fino a oggi. Le collezioni sono messe a disposizione dei ricercatori per ampliare le conoscenze. Nell’esposizione vengono presentati 56 oggetti risalenti agli anni dal 1800 al 1910 messi a disposizione dallo Hampshire Cultural Trust.
Tassenmuseum Amsterdam, Paesi Bassi (Museo delle borse Amsterdam)
Tutto ebbe inizio con un’unica borsetta. Questa rese Hendrikje e Heinz Ivo appassionati collezionisti e profondi conoscitori di borse e borsette. Nel corso degli anni ne è risultata una collezione privata di tale qualità che vollero condividerla con il resto del mondo. E così nacque il Museo delle borse e dei borsellini.
Il più grande museo di borse del mondo si trova dal 2007 in uno storico edificio del XVII secolo alla Herengracht ad Amsterdam, che è parte del sistema dei canali di Amsterdam, patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco.
Il museo ospita un’impressionante collezione comprendente oltre 5000 borse. Ognuna di esse racconta la propria storia sulla moda, il design, le arti artigianali e le tecniche dal XVI al XXI secolo. In nessun altro luogo è raccolto un tale numero di borse meravigliose, preziose, trasognate e sorprendenti in un unico spazio.
Per questa esposizione speciale il Tassenmuseum Amsterdam ci ha messo a disposizione 27 borse della sua straordinaria collezione del periodo dal 1550 al 2011.
The Dutch Leather and Shoe Museum, Paesi Bassi
Il promotore di questo museo era Antoon Hendriks, insegnante di calzoleria alla Scuola professionale superiore dell’industria delle calzature e della pelletteria e appassionato collezionista di numerosi oggetti nell’ambito delle scarpe e dell’industria delle calzature. La presentazione di una parte della sua collezione in occasione di una rassegna SLEM su scarpe, pelletteria e moda del 1953 entusiasmò un gruppo di fabbricanti di scarpe che crearono una fondazione. Nel 1954 venne aperto in un edificio troppo piccolo il Museo archeologico dell’industria delle calzature e della pelletteria, per trasferirsi nel 1960 nella precedente dimora del fabbricante di cuoio Witlox alla Grotestraat 148. Anche questa sede risultò troppo piccola e nel 1983 il museo traslocò nello stabile dell’ex produttore di scarpe Pinocchio ottenendo il suo nome attuale. La collezione è stata ulteriormente ampliata e integrata con una serie di grandi macchine. Al momento il museo è chiuso. Se ne prevede la riapertura nel 2021 dopo una completa trasformazione e ristrutturazione.

Libretto per bambini, workshop e concorso
Le nostre giovani visitatrici e i nostri giovani visitatori hanno la possibilità di esplorare la mostra con la nostra piccola e adorabile Tascha e un libretto. L’amica rosa delle borse pone domande sul tema delle borse, i rispettivi artisti e la relativa storia. Non preoccupatevi, trovare la soluzione non è difficile – ci vogliono solo occhi aperti, un po’ di pazienza e talvolta forse l’aiutino di un adulto.
Nel nostro workshop nel quadro dell’esposizione speciale grandi e piccini dai 6 anni in su possono creare la propria borsa personale. Chi ha una borsa che non ha nessun altro? Sicuramente pochissimi. Ora però le cose possono cambiare. Basta passare e partecipare. Diversi materiali come bottoni, farfalle, fiori o pompon e una piccola borsa di paglia color naturale in sintonia con le tendenze attuali della moda sono messi a disposizione gratuitamente. Non occorre iscriversi.
Per il concorso bandito all’insegna del motto della nostra esposizione speciale Borse – icone & investimento cerchiamo le creazioni di borsette più stravaganti, fantasiose e inusuali. La borsa necessaria per partecipare al concorso può essere ritirata gratuitamente dal 19 ottobre 2019 allo Spielzeug Welten Museum Basel. Vuotate il sacco e realizzate le vostre idee più audaci. Tutte le borse saranno esposte nel gennaio del 2020 nelle nostre vetrine e sottoposte al giudizio del pubblico.

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